Bab Al Futuh-Cairo vecchia-Egitto

Un viaggio in Egitto. Una caldissima giornata di luglio, da TEN OF RAMADAN  si va verso l’hotel in Citta del Cairo. (scorri in basso per leggere tutto l’articolo)

 

(Clicca sulle foto per ingrandirle)

 

Adesso si é dentro la nuvola di smog marrone che all’orizzonte  avvolgeva  come una  cappa la citta. Per evitare l’ingorgo l’autista cambia percorso, si passa di fianco ai resti di un pezzo di acquedotto romano edificato in parte anche nelle mura della citta vecchia,  decido di visitarla e bere una bibita fresca.

Attraverso la porta di Bab al Futuh entro nella citta vecchia cinta ancora in parte dalle antiche mura, i poliziotti di guardia danno il benvenuto. Nell’acquistare da bere un abitante del posto che compra un panino saluta ,comincio a chiacchierarci. Si chiama Mohamed, mi ha scambiato per un giornalista. Mi dice che è nato qui nella vecchia Cairo tanto tempo fa, artigiano  per tradizione di famiglia come il bisnonno, il nonno ed il padre e forse i figli ha una bottega di lavorazione del metallo, mi invita a vederla. Un buco, e poi un lungo budello per entrare in un antro di tre locali dove in un disordine indescrivibile si costruiscono e si assemblano oggetti di arredamento e lampade, lampadari ed abatjour in ottone. Importa le fusioni grezze dall’Europea e la Cina. Mostra con orgoglio i sui lavori e quelli dei suoi collaboratori.

Racconta che il suo bisnonno si che era bravo, ma nei secoli passati ad essere troppo bravi poteva essere una sfortuna.Si correva il rischio di attrarre l’attenzione di un Regale per fare un lavoro ben pagato e finire come un povero artigiano scalpellino che dopo aver scolpito la tomba, il  cliente per non farne fare un’altra simile o più bella gli fece tagliare le mani. Mentre mi racconta ciò nelle strade il via vai di gente in attività aumenta, adesso all’imbrunire si sta più freschi e la gente esce di casa per gli acquisti. Ambulanti, facchini, garzoni di fornai in bicicletta che in un precario equilibrio trasportano appoggiati sulla testa pianali di pagnotte e lasciano una scia di odore di pane fresco nell’aria.La gente è vestita con abiti tradizionali. In certe viuzze molto strette e senza  automobili  si ha l’impressione di fare un salto indietro nel tempo come certe scene di illustrazioni e quadri di David del periodo Napoleonico. Concludo l’escursione con la visita alla moschea locale, dal cui minareto si gode la vista della citta con i caldi colori del tramonto.

 

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